Affermare che un materiale è “carbon negative” richiede una base scientifica solida. Non basta una dichiarazione generica. Servono infatti dati verificati, confrontabili e riconosciuti a livello internazionale. Questo articolo spiega cosa sono l’EPD e la LCA, e come queste metodologie sono state applicate a Biomattone® e Bio Beton®.
Cos’è una Life Cycle Assessment (LCA)
La Life Cycle Assessment, o analisi del ciclo di vita, è una metodologia scientifica. Serve a misurare gli impatti ambientali di un prodotto lungo l’intero ciclo di vita. Si parte dall’estrazione delle materie prime. Si passa poi per la produzione, il trasporto, l’uso e infine il fine vita. Ogni fase viene quantificata con dati oggettivi, invece di stime generiche.
Cos’è una Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD)
Una Dichiarazione Ambientale di Prodotto, in inglese Environmental Product Declaration (EPD), è un documento che comunica i risultati di uno studio LCA. Questo documento segue uno standard riconosciuto a livello internazionale, definito dalla norma ISO 14025. In pratica, un’EPD rende i dati ambientali di un prodotto verificabili da terze parti indipendenti. Questo la distingue da un’autodichiarazione aziendale non verificata.
Lo studio EPD e LCA di Biomattone® e Bio Beton®: il ruolo del Politecnico di Milano
Un recente studio di Life Cycle Assessment del Politecnico di Milano ha analizzato Biomattone® e Bio Beton®. Lo studio è stato verificato da ICMQ, ente terzo indipendente. Da questo lavoro è nata la pubblicazione di una Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) per entrambi i materiali. Il risultato principale è chiaro: Biomattone® e Bio Beton® contribuiscono a sottrarre dall’atmosfera da 44 a 105 kg di CO2 per ogni metro cubo di prodotto. Questo carbonio resta bloccato nell’involucro degli edifici per l’intera vita utile della costruzione.
Perché la verifica di ICMQ è importante per l’EPD
La verifica di un ente terzo, come ICMQ, distingue un’EPD da una semplice comunicazione di marketing. Infatti, un verificatore indipendente controlla la metodologia, i dati e i calcoli dello studio LCA. Di conseguenza, chi legge l’EPD può confrontare i dati con altri materiali da costruzione, senza doversi fidare solo delle parole del produttore.
Come si arriva al dato “carbon negative”
Il risultato carbon negative deriva da un meccanismo preciso. La pianta di canapa cresce molto rapidamente, fissando il carbonio della CO2 atmosferica nel proprio legno durante la crescita. Il canapulo, ricavato dallo stelo della pianta, mantiene questo carbonio bloccato al suo interno anche una volta trasformato in materiale da costruzione. Di conseguenza, l’impiego del canapulo nel ciclo produttivo di Biomattone® e Bio Beton® sovracompensa le emissioni generate lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Il risultato netto è quindi negativo, ovvero il prodotto sottrae più CO2 di quanta ne emetta.
Il confronto con altri isolanti: i dati KBOB sulle emissioni di CO2
Per apprezzare la differenza tra un isolante di origine vegetale e uno sintetico, è utile guardare ai dati pubblicati dal KBOB (Conferenza di Coordinamento degli Organi della Costruzione e degli Immobili dei Committenti Pubblici, Svizzera), che confronta produzione e smaltimento di 1 kg di materiale: gli isolanti sintetici come EPS, XPS e aerogel si collocano tra 7,6 e oltre 48 kgCO2-eq per kg, mentre materiali vegetali come balle di paglia, fibra di legno e sughero restano sotto 1,5 kgCO2-eq per kg. I biocompositi in canapa e calce, grazie al carbonio fissato dalla pianta durante la crescita, si collocano in un campo ancora diverso: gli studi europei citati nel settore stimano un sequestro netto tra 20 e 60 kg di CO2 per metro cubo di impasto, a seconda di densità e ciclo produttivo, un ordine di grandezza coerente con la logica « carbon negative » descritta nello studio EPD/LCA di Biomattone® e Bio Beton®.
Questi dati di confronto settoriale sono discussi da Gilberto Barcella, Responsabile Tecnico del Progetto TecnoCanapa Bioedilizia by SENINI, in un articolo pubblicato su Ingenio. Restano un dato di contesto settoriale, distinto dai risultati specifici e verificati dell’EPD di Biomattone®.
A cosa servono EPD e LCA per chi progetta e costruisce
Per progettisti e imprese, un’EPD è uno strumento operativo, non solo un documento di comunicazione. Ad esempio, i dati LCA possono essere utilizzati per il calcolo dell’impronta di carbonio di un intero edificio. Lo stesso vale per la documentazione richiesta in protocolli di certificazione ambientale. Un dato verificato, infatti, ha un valore diverso rispetto a una stima non documentata.
Domande frequenti su EPD e LCA
Cosa misura una LCA?
Una LCA misura gli impatti ambientali di un prodotto lungo l’intero ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime fino al fine vita.
Che differenza c’è tra LCA ed EPD?
La LCA è lo studio scientifico che calcola gli impatti ambientali. L’EPD è il documento, conforme alla norma ISO 14025, che comunica i risultati dello studio in modo verificabile.
Chi ha verificato lo studio LCA di Biomattone® e Bio Beton®?
Lo studio è stato condotto dal Politecnico di Milano e verificato da ICMQ, ente terzo indipendente.
In sintesi, EPD e LCA trasformano un’affermazione di sostenibilità in un dato verificabile. Per un quadro più ampio sui temi di sostenibilità e circolarità del sistema, si può consultare l’articolo dedicato a sostenibilità e circolarità del Biomattone®. È anche possibile consultare le schede tecniche di prodotto, oppure contattare il team TecnoCanapa Bioedilizia® tramite la pagina contatti.





